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mercoledì 15 giugno 2016

Rinnovo di un appartamento romano

Oggi vi presentiamo il progetto per la ristrutturazione di un appartamento a Roma, costruito negli anni '60. Le richieste della giovane coppia committente erano di mantenere la disposizione di zona notte/zona giorno, in quest'ultima unire la cucina e il soggiorno ma al tempo stesso avere all'occorrenza una separazione. Per quanto riguarda la camera patronale desideravano avere l'accesso del bagno dall'interno.
Lo stato di fatto


L’ingresso è stato ampliato, per dare spazio a un’armadiatura ad angolo con ante a scorrere, il soffitto è ribassato per avere la possibilità non solo di inserire faretti e/o lampade ad incasso ma anche per dare maggior respiro al soggiorno. Fra questi due ambienti (ingresso-soggiorno) è stata inserita una quinta di muro con un taglio orizzontale per permettere alla vista una breve panoramica sul soggiorno.

L’ampio soggiorno prevede una zona living con imbottiti dalla forma morbida ed avvolgente, versatili e componibili che permettono di vivere lo spazio a 360 gradi.

La zona pranzo, sovrastata da un classico dell’illuminazione, la lampada arco di Achille Castiglioni, è immediatamente adiacente alla cucina, la doppia porta a scrigno consente un dialogo fra i due ambienti, che possono essere, al contempo, separati o uniti.

L’ampia cucina componibile è stata pensata su linee moderne, nette e rigorose. Anta laccata bianca, semplice mentre alla maniglia si preferisce la gola. Al centro stanza si concentra la zona operativa per la preparazione dei cibi, con la possibilità di consumarli direttamente sulla zona lavoro, che diventa bancone.

Dalla cucina si accede al balcone e qui, come da richiesta della committenza, abbiamo ipotizzato un’armadiatura che conterrà lavatrice e lavabo.

Torniamo all’ingresso per raggiungere la zona notte. Da qui saremo accompagnati da una linea di luce che, partendo dall’ingresso, entra poi nel disimpegno e si rigira scendendo sulla parete, frontalmente alla porta della zona notte.

La camera ospiti matrimoniale ha dimensioni tali da consentire una piccola cabina armadio.

La suite matrimoniale è stata studiata nei minimi dettagli, la testata del letto ha, come previsto anche per la camera ospiti, sebbene in modo più semplificato, una parete con nicchie retroilluminate, per libri o altri oggetti. Nella camera vi è la presenza di una vasca da bagno d’arredo che per metà si può vedere dal letto, preludio dell’antibagno. Quest’ultimo ambiente è chiuso ma allo stesso tempo interagisce e comunica con la camera in quando uno dei due lavabi da terra, con rispettivi rubinetti, dialoga con una parete vetrata, da cui si intravvede la camera e la vasca. Gli specchi sono sospesi e scendono dal soffitto grazie a tubolari metallici, che li incorniciano, mentre la doccia è in nicchia e non è accessibile alla vista dalla camera, se non quando la porta a scorrere dell’antibagno è aperta. Dall’antibagno della camera da letto si passa attraverso una cabina armadi con ante a scorrere che porta al bagno.

L’ultima porta sul disimpegno notte porta a un bagno anch’esso con doccia in nicchia e un solo lavabo sopra top. Qui il movimento è ricavato soprattutto dalla scelta di una piastrella di grandi dimensioni a effetto seta tridimensionale, che verrà affogata nell’intonaco.





Il progetto

Variazioni

Complessivamente abbiamo puntato a linee pulite sia per quanto riguarda gli arredi che per i corpi illuminanti. Le pavimentazioni di tutta la casa sono state pensate in listoni di rovere naturale posato a correre che rendono l’ambiente caldo e avvolgente. I soffitti presentano, come già detto, diversi ribassamenti in cartongesso, che non solo movimentano lo spazio, ma permettono anche l’inserimento di corpi illuminanti ad incasso e il passaggio dell’eventuale impianto di climatizzazione canalizzato. Le pareti sono tinteggiate con i colori che vanno dal tortora chiaro e scuro al bianco dei soffitti. I bagni sono piastrellati all’interno delle docce, dietro i sanitari ad altezze definite e a fianco del lavabo per il bagno principale.



Impianto elettrico e luci


Proposta arredi
























lunedì 12 ottobre 2015

L'architetto: i falsi miti (parte seconda)

Ed Ecco la seconda parte dei falsi miti sull'architetto (se non avete letto la prima parte, la trovate qui). 

5) "per scegliere due colori delle pareti, faccio da solo" Se avete letto la prima parte di questo post avrete ormai capito che i compiti dell'architetto vanno ben oltre le scelte finali di colori e arredi. Una volta progettata la vostra casa, in tutte le sue parti, potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia nella scelta dei colori (sempre guidati da un esperto che vi impedirà di vivere in un arcobaleno, a meno che non sia quello che davvero desideriate).



6) "mi faccio aiutare dai commessi dell'IKEA" Spesso si va da un rivenditore di mobili (della catena svedese o da chiunque altro) senza avere le idee chiare, sperando di avere un'illuminazione divina sul momento o di essere aiutati dai commessi/arredatori del negozio. Sarebbe meglio avere già un'idea, uno schema dell'arredo, dello stile che si intende seguire, una palette cromatica di riferimento e quanto possa servire al rivenditore per aiutarvi nella scelta, per evitare di fare errori ritrovandosi poi ambienti totalmente disomogenei e mal organizzati. Discorso ancora più valido per l'arredo della cucina, che deve essere pensato prima dell'inizio dei lavori (per una questione impiantistica) e ben calibrato sulle esigenze di chi la utilizzerà e sullo spazio in cui andrà inserita. Il programma Ikea per la progettazione della cucina, per quanto soddisfacente, non fa miracoli!

7) "mio zio è bravo nel fai-da-te, mi aiuta e due paretine le tiriamo su da soli" Attenzione, per fare variazioni planimetriche, anche interne e non strutturali, è necessario presentare la pratica edilizia prima di iniziare i lavori e l'aggiornamento catastale dopo la fine degli stessi. Inoltre è bene controllare prima la normativa edilizia del comune per non ritrovarsi dopo con una casa ufficialmente non abitabile. Ben venga il fai-da-te ma prima chiedete sempre una consulenza ad un professionista.


8) "mia cognata ha buon gusto, mi faccio consigliare da lei" La cognata o qualsiasi conoscente appassionato di arredamento sarà felice di abbellire la vostra casa con un vaso o un quadro che vi porterà in regalo la prima volta che lo inviterete nella vostra nuova casa. Per il progetto e i lavori però è inutile chiedere consigli a chiunque, otterrete solo una miriade di opinioni diverse e tanta confusione. Per questo vi consiglio di scegliere un professionista al quale dare fiducia e non sentite altre campane, destabiliscono voi e sminuiscono il lavoro complessivo del vostro tecnico.


9) "ma sì tu che sei architetto lo sai" ovvero l'architetto tuttologo Mi capita spesso di venir interpellata da clienti, amici e parenti su tantissimi argomenti diversi (giardinaggio, scelte impiantistiche, detrazione fiscale, iva agevolata, rogito, allarmi, abbigliamento...) perchè nell'immaginario collettivo l'architetto sa tutto (ma poi non viene pagato per niente). La nostra professione è fatta di un continuo aggiornamento sulle novità estetiche e tecnologiche, sui nuovi materiali e prodotti, sulla normativa e la burocrazia in continuo mutamento. Ma devo ammetterlo, ancora non sono tuttologa!


Avete altri dubbi? Scriveteci le vostre domande nei commenti o via mail a info@sumisura.com.

martedì 8 settembre 2015

Architetto: i falsi miti (parte 1)

Più parlo della mia professione in giro più mi accorgo che la figura dell'architetto risiede, sconosciuta e misteriosa, nell'immaginario collettivo come un essere mitologico. Come gli unicorni e le sirene, creature fantastiche ed affascinanti ma dalle abitudini oscure, così ecco l'architetto: l'essere mezzo artista e mezzo ...boh!

Per questo ho deciso di stilare un elenco di affermazioni realmente sentite, anche se potranno non sembrare vere, per cercare di fare un po' di chiarezza.




Per cominciare:

1) "ma architetto di interni o di esterni?" Puntualissima alla frase "sono architetto" segue sempre la fatidica domanda. Ma chi ha divulgato questa cosa in giro? Chi l'ha detto che gli architetti si dividono categoricamente in questi due gruppi? Innanzitutto sì, esistono gli architetti di interni, separati da una linea sottilissima dagli interior designer. Costoro si occupano principalmente del progetto degli interni per l'appunto, e possono anche non essere architetti (ci sono gli arredatori per esempio, che sono un’altra figura ancora, ma adesso non vorrei fare troppa confusione). Gli architetti di esterni potrebbero essere forse i paesaggisti, gli architetti del verde, che si occupano della definizione degli spazi esterni, dei giardini, delle piante da collocarvi e dei percorsi. Ma a questo punto la casa, la sua distribuzione, i volumi, i prospetti chi li fa? Ecco appunto li facciamo noi, gli ARCHITETTI E BASTA. Che per formazione ed esperienza seguiamo il progetto in ogni sua fase partendo dal cliente, dal controllo delle norme e della legislazione, dalla predisposizione  del progetto casa, che parte dalle fondamenta per arrivare alla scelta dei battiscopa, e ancora seguiamo la direzione del cantiere e il coordinamento delle imprese.


2) "l'architetto è una cosa (?!) per ricchi" Non sapevo neanche di essere "una cosa", figuriamoci se potevo mai immaginarmi di essere un oggetto di lusso. Detto ciò la figura di un tecnico non è sempre facoltativa, diventa OBBLIGATORIA ad esempio per poter presentare una pratica edilizia! E' ovvio che stiamo parlando di immobili, quindi di beni costosi, che necessitano di un budget di un certo tipo, indipendentemente dalla parcella del progettista. Chiarito questo, all'interno delle spese per una casa, la voce architetto non rappresenta certo la più onerosa! L’architetto ha il compito di controllare la contabilità dei lavori, impedendo che sia l'impresa stessa a fare i conti da sola; ha il compito di organizzare il lavoro, facendovi risparmiare una grossa fatica in termini sia economici che di tempo. L'onorario del progettista, di solito è calcolato in percentuale all'importo dei lavori, quindi assolutamente proporzionato a ciò che state costruendo; inoltre il suo compenso deve essere stabilito a monte del lavoro e inserito in un contratto obbligatorio per legge, in modo tale che non si passi il tempo a pensare “Oddio quanto mi costerà!” e non si abbiano sorprese.





3) "ma la casa non la disegna l'ingegnere?"  Passando sopra alla storica faida tra architetti e ingegneri, la verità è che serve l'architetto tanto quanto l'ingegnere. L'architetto decide estetica e distribuzione funzionale (per farla molto breve) mentre l'ingegnere progetta la struttura, calcolando la dimensione degli elementi portanti del fabbricato. Insomma il mitico "inge" si assicura che la vostra bella casetta, progettata dal vostro architetto, "stia su". Io sono dell'idea che non si può far bene tutto, ognuno deve avere il proprio compito e farlo a regola d’arte; mi terrei alla larga dai tuttologi. La divisione delle competenze in un cantiere è importantissima.



4) "non mi serve l'architetto, l'impresa ha detto che fa tutto lei"    Spesso si commette quello che, a mio parere, è un errore contattando direttamente un'impresa edile per farsi fare un preventivo per la ristrutturazione della propria casa. In genere si mostra l'immobile in questione, si descrivono i lavori che più o meno si hanno in mente di fare, si accettano consigli e si chiede una stima dei costi sulla base di quelle che sono, a tutti gli effetti, solo chiacchiere. L'impresa quindi vi butterà lì un prezzo medio a mq, basandosi sulla propria esperienza. Non c’è da stupirsi se poi i costi lieviteranno man mano che si andrà definendo il progetto durante la prosecuzione dei lavori! Il mio consiglio quindi è quello di rivolgersi subito ad un professionista di fiducia che vi spieghi in modo chiaro e dettagliato tutti gli step che dovrete affrontare. Solo dopo che questi abbia eseguito un rilievo dell'immobile, redatto un progetto, formulato un computo metrico con l'elenco delle lavorazioni e delle quantità si potranno affrontare le imprese, a cui richiederete preventivi ed eventuali voci mancanti. 
Il vostro progettista poi potrà affiancarvi durante il cantiere come direttore lavori, coordinando le maestranze e tenendo sotto controllo la contabilità. 
Questo per quanto riguarda una ristrutturazione, se invece state per costruire la casa dei vostri sogni da zero potrebbe capitarvi che un'impresa vi venda il pacchetto completo (lotto+progetto+costruzione). Controllate che le eventuali modifiche per personalizzare la casa non sforino il costo pattuito. Inoltre spesso i progetti fatti prima della vendita del lotto sono eseguiti solo come indicazione generale delle quantità costruibili, per far capire al potenziale cliente, a grandi linee, la tipologia di casa che può essere realizzata. Sarebbe meglio, una volta capito che le quantità volumetriche realizzabili facciano al caso vostro, approfondire la progettazione personalizzandola e controllando la classificazione dei locali.


to be continued



P.S.: Chiedo scusa a quei lettori che riconosceranno le proprie parole nelle affermazioni precedenti, siatene orgogliosi, mi siete stati di grande ispirazione!

Spero che questo post sia di aiuto a coloro che hanno in mente di modificare o realizzare la propria casa, per farli diventare dei clienti soddisfatti!