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venerdì 15 aprile 2016

Salone del mobile 2016

A Milano, nel quartiere fieristico di Rho, ha aperto le porte il 12 aprile il Salone del Mobile, con i suoi 1.300 espositori distribuiti su 145.000 mq. Noi siamo andate a dare un'occhiata per riportarvi le tendenze e le ultime novità del settore.


Per quanto riguarda la zona living quello che colpisce subito è la scelta cromatica degli stand e delle ambientazioni. In contrapposizione con il total white di qualche tempo fa, continua la tendenza del ritorno ai colori scuri, caldi, dal marrone, al grigio scuro fino alle tonalità del blu/verde petrolio. 




Anche la luce si fa più soffusa, con elementi puntali, prevalentemente a sospensione. Così vediamo scendere, non solo sui tavoli, "grappoli" di sfere trasparenti in vetro, oppure corpi simili a lanterne orientali stilizzate in fili di metallo verniciati. L'arredo si fa morbido e sinuoso, con un ritorno di linee decisamente anni '70, specialmente negli imbottiti, che vedono un grande ritorno di pelle e velluto.
Gli elementi di arredo sono eleganti, dai materiali naturali ma ricercati, legno e marmo, e dai colori decisi.


















Quest'anno vede la presenza anche dei bienalli Eurocina e Salone internazionale del bagno.
Se il soggiorno ha influenze retrò la cucina e il bagno sono invece sempre più moderni e tecnologici, con forme essenziali e linee pulite. Nei bagni lo specchio diventa protagonista, creando inedite composizioni con la luce.




Le cucine sono intelligenti, con comandi touch, e trasformabili, con parti a scomparsa. I moduli sono quasi sempre incassati a filo muro, se non addirittura pensati per scomparire completamente. Per quanto riguarda le finiture grande spazio ha l'acciaio, inox o brunito, che consente una continuità materica che conferisce forza ed eleganza alla composizione. 










venerdì 15 gennaio 2016

Sostenibilità, casa passiva e legno: casa in legno

Ultimamente anche nel nostro paese, all’interno dell’ambito delle nuove costruzioni, si stanno diffondendo le case in legno. Questo principalmente perché si presenta come un’alternativa veloce e spesso economicamente conveniente rispetto alle tecnologie tradizionali, ma anche perché rientra in quel gran calderone dove convoglia tutto ciò che si può definire ecosostenibile.
Cerchiamo dunque di conoscere meglio questo materiale dalle molteplici qualità.



In molti ambiti geografici e conseguentemente culturali gli edifici in legno sono diffusissimi e costruttivamente articolati; gli esempi sono infiniti, le case norvegesi, le case italiane di S. Francisco, la casa giapponese, i palazzi reali cinesi ecc. Nell’immaginario collettivo degli italiani invece la casa in legno ha da sempre coinciso con la baracca, la casa provvisoria, la casa in “stile alpino”.
In Italia l’uso del legno in edilizia, fatto salvo alcune eccezioni, è da sempre limitato e ha rivestito un ruolo complementare alla muratura di pietra; usato massimamente per la realizzazione degli elementi secondari: solai intermedi e di copertura. Maggiormente diffuso è l’uso del legno nell’area alpina, in quest’area la presenza di legno negli edifici è antica e strettamente relazionata al territorio in funzione della quota con profonde differenze architettoniche e costruttive fra una valle e l’altra.
Oggi però le case in legno suscitano un nuovo interesse, le nuove tecniche costruttive si sono dapprima affermate in modo particolare nell’area alpina accanto a quelle radicate nella tradizione; nel resto d’Italia si è assistito ad un crescente interesse per le costruzioni in legno per la realizzazione di abitazioni, di edifici per il terziario e per le grandi coperture.

Le prerogative principali della costruzione in legno sono:
- sostenibilità, perché questi edifici sono realizzati con materiale naturale e rinnovabile che minimizza l’impatto sulle matrici ambientali aria acqua e suolo;
- rapidità di esecuzione;
- ottimizzazione delle condizioni di comfort interno in rapporto al consumo energetico, reso possibile grazie alle soluzioni costruttive che prevedono l’uso di sistemi di isolamento termico e acustico;
- leggerezza del materiale ed elevata capacità portante
- possibilità di realizzare connessioni a secco che favoriscono i trasporti del materiale e il preassemblaggio dei componenti con la conseguente riduzione dei tempi di cantierizzazione.
Per queste motivazioni il mercato delle case in legno in Italia è in continua crescita; alla luce degli ultimi risultati si stima che alla fine del 2015 la quota di mercato delle case in legno sarà del 15% sul totale delle case nuove costruite.
I sistemi utilizzati oggi in Italia sono: il sistema a pannelli massicci di tavole incrociate (Xlam), il sistema a pannelli intelaiati (sistema a telaio), questi due sono i sistemi più utilizzati secondo le statistiche di mercato, con un impiego del 45% ciascuno, segue il sistema blockbau e il sistema a travi e pilastri.

Molto diffuso oggi in Italia è il sistema costruttivo Xlam. L’elemento costruttivo base, il pannello, è ottenuto sovrapponendo in maniera incrociata tre o più strati di tavole tra loro collegate con colla, chiodi di alluminio, perni lignei lisci o filettati. La correlazione con gli altri elementi avviene attraverso squadrette metalliche, viti, ganci o giunti scorporati a coda di rondine. I pannelli possono essere lasciati a vista, intonacati, rivestiti con qualsiasi materiale posto direttamente a contatto o su una griglia di supporto. Buone le capacità portanti di questi pannelli che consentono di costruire edifici di una certa altezza.


L’attuale sistema a pannelli intelaiati è una diretta derivazione del platfrorm frame di cui ha le caratteristiche genetiche. I pannelli sono realizzati con un telaio leggero fatto di segati che ingloba l’isolante ed è finito sulle due facce con lastre di compensato. A seconda delle finalità e del grado di prefabbricazione che si vuole raggiungere il pannello intelaiato può essere attrezzato con gli impianti e parzialmente o totalmente finito con serramenti e finiture interne ed esterne. Spesso questi pannelli, proprio perché sono al loro interno intelaiati e quindi hanno una precisa configurazione, sono attrezzati agli impianti, nel senso che hanno al loro interno le canalizzazioni nelle quali, una volta avvenuta la correlazione, passeranno le reti impiantistiche. I pannelli vengono poi stoccati, successivamente portati in cantiere e posti in opera.

Il nuovo blockbau si riferisce al sistema tradizionale a tronchi sovrapposti. L’innovazione è data dall’uso delle macchine a controllo numerico e dal tipo di legno usato che non è più massello, ma è ottenuto con l’incollaggio di due, o tre o più segati: esempi in tal senso sono il bi-lama e il tri-lama. Le macchine a controllo numerico consentono, poi, di fare giunti e nodi raffinati e precisi che richiedono, in fase di costruzione, solo operazioni di montaggio e di giustapposizione senza ulteriori aggiustamenti. Gli elementi sono lavorati al bordo in modo da combaciare, consentendo di erigere l’edificio con estrema facilità, senza però la flessibilità costruttiva riscontrabile nei sistemi a pannelli portanti intelaiati o a Xlam.
Il sistema costruttivo a travi e pilastri è basato sull’uso di elementi costruttivi funzionali in legno massello o lamellare che costituiscono l’ossatura portante dell’edificio. La tamponatura delle maglie dello scheletro è realizzata con differenti sistemi che possono prevedere la realizzazione in opera o l’impiego di pannelli preassemblati in officina. Il sistema permette, al contrario dei pannelli, una grande flessibilità d’uso dell’edificio, in quanto la puntualità degli elementi portanti consente la massima fruizione dello spazio e quindi la massima libertà nel posizionamento delle pareti interne in genere realizzate in cartongesso o pannelli in legno.

Molte aziende, per velocizzare ancora di più il processo di costruzione, offrono dei pacchetti chiavi in mano su case “da catalogo”, già studiate e standardizzate in cui la personalizzazione è limitata spesso alla sola scelta delle finiture. Questo ha portato a pensare che le case in legno siano un po’ tutte uguali e abbiano l’aspetto “da prefabbricato” oppure che abbiano un aspetto un po’ nordico, che mal si addice al nostro territorio italiano. In realtà si può costruire su progetto anche con il legno, esattamente come con materiali tradizionali (come vedremo quando parleremo delle nostre esperienze con il legno).

Se è la sostenibilità ambientale l’obiettivo di una nuova casa c’è sempre da considerare che la sola scelta di un materiale non basta, tutto il progetto deve essere pensato per perseguire tale finalità, disposizione degli spazi, delle aperture, impianti, coibentazione, tutto deve essere studiato per ridurre l’impatto ambientale aumentando le prestazioni energetiche e minimizzando le dispersioni e il consumo di energia.


Immagini da Google image




martedì 15 dicembre 2015

Sostenibilità, casa passiva e legno: casa passiva

Vi sarà capitato di sentire parlare di casa passiva, nell’ambito delle case eco-sostenibili.


Cosa si intende per casa passiva (dall’originale termine tedesco Passivhaus)? Un edificio è detto passivo quando ricorre a dispositivi detti appunto passivi per coprire il proprio fabbisogno energetico, cioè senza la necessità di tradizionali sistemi di riscaldamento che sfruttano energia esterna. 

Come avviene tutto ciò? Attraverso una progettazione mirata, con un attento studio dell’orientamento e dell’ombreggiamento, lo sfruttamento delle fonti energetiche locali, sole, terra, aria, un perfetto isolamento termico, l’impermeabilità all’aria, l’assenza di ponti termici e con un impianto di ventilazione meccanica che possa recuperare il calore sensibile degli ambienti trasferendolo dal flusso di aria fresca immessa. 

BREVE STORIA E DIFFUSIONE GEOGRAFICA Il concetto di Casa Passiva è nato nel maggio del 1991 dalla collaborazione tra Bo Adamson dell’università svedese Lund University, e il tedesco Wolfgang Feist; il concetto sviluppato attraverso una serie di progetti è stato poi finanziato in parte dal land tedesco di Hessen (obiettivo di realizzare edifici a basso consumo energetico ed a costi ragionevoli per il clima nord europeo). Dai paesi del nord Europa ed inizialmente dalla Svezia, il nuovo standard abitativo si è poi diffuso principalmente in Germania, Austria, Olanda e negli altri paesi del centro nord europeo. 

Negli Stati Uniti invece la prima Casa Passiva è stata costruita nel 2006 a Bemidji, Minnesota.

In Italia, come ci si aspetta, sono poche le esperienze che vanno in questa direzione. Ricordiamo però le iniziative più importanti come quelle prese dalla Provincia Autonoma di Bolzano in Alto Adige che da diversi anni ha emanato una legge provinciale per istituire la certificazione Casa Clima (per la quale una Casa Passiva corrisponde alla Casa Clima di Classe Oro). In Italia, il primo edificio costruito e certificato come Passivhaus è la sede dell’impresa Klas a Malles.


DEFINIZIONE Per casa passiva quindi si intende un particolare standard costruttivo basato sull'integrazione di tecnologie e materiali che assicurano all'edificio un'elevata qualità abitativa e una sensibilissima riduzione dei consumi energetici. Questi edifici, caratterizzati da un involucro altamente coibentato e privo di ponti termici, con ampie vetrate a sud, dotati di un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore, sono in grado di sfruttare passivamente gli apporti solari e le sorgenti di calore interne (persone, apparecchiature, macchinari, illuminazione artificiale), senza necessitare di un impianto termico convenzionale per il riscaldamento invernale. 

GLI IMPIANTI Le case passive sono edifici che hanno un fabbisogno annuale di riscaldamento talmente ridotto da permettere di rinunciare ad un sistema di riscaldamento tradizionale: l’effettivo valore del carico termico specifico deve essere minore o uguale a 10 W/m2 (metro quadrato di superficie netta riscaldata). La casa in pratica mantiene da sola la temperatura ideale al proprio interno. L'impianto di riscaldamento convenzionale si può eliminare se il fabbisogno energetico della casa è molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno. 


Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con l'adozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante l'adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico. I termosifoni e le superfici radianti non sono di norma necessari, anche se il loro utilizzo è ammesso: in tal caso possono essere di dimensioni ridotte. Per realizzare l'indispensabile cambio d'aria dovuto a ragioni igieniche e al medesimo tempo perdere il minor quantitativo possibile di energia, è previsto un impianto di ventilazione con recupero di calore alimentato con motori ad alta efficienza. L'aria calda in uscita (dalla cucina e dai bagni e wc) viene diretta verso uno scambiatore a flusso, dove l'aria fredda in ingresso riceverà dall´80% sino al 90% del calore. L'aria di alimentazione viene così riconvogliata verso la casa (soggiorni e camere da letto). Il flusso d'aria esterno prima di raggiungere lo scambiatore di calore in alcuni edifici è indirizzato attraverso una pompa di calore geotermica. Un impianto di ventilazione è indispensabile in una casa passiva, poiché se si utilizzasse l'aerazione attraverso le finestre il desiderato risparmio energetico insieme con la qualità dell´aria non sarebbe mai possibile. Gli impianti di ventilazione delle case passive sono silenziosi e altamente efficienti e necessitano di poca energia elettrica. Il rimanente fabbisogno energetico può essere prodotto con una pompa di calore. Esistono impianti aggregati (Packaged building services units o Kompaktaggregate), i quali sono una combinazione di un impianto di ventilazione ed una pompa di calore. In questo modo è possibile riscaldare nuovamente "l'aria di alimentazione" necessaria per il riscaldamento. La stessa pompa di calore può riscaldare anche l'acqua sanitaria. Anche una caldaia a pellet con un collettore d'acqua può produrre la rimanente quantità d'energia necessaria; una stufa può bastare per un'intera villetta. Stufe tradizionali hanno persino delle prestazioni troppo elevate in rapporto alle necessità. Un impianto ad energia solare può essere utilizzato sia per scaldare l'acqua che come compendio al sistema di riscaldamento.

SOSTENIBILITÀ La sostenibilità delle case passive risiede quindi nel risparmio energetico che deriva dal suo utilizzo, in quanto la sua definizione non è strettamente legata ad una particolare tecnologia costruttiva o a un definito materiale. Questo tipo di abitazione infatti può essere realizzato in qualsiasi materiale da costruzione, anche tradizionale, anche non eco-sostenibile. 

La scarsa sensibilità e cultura per questo approccio progettuale nel nostro paese ha portato ad un certo scetticismo verso il tema. Alcuni pensano che sia tropo costoso costruire secondo determinati standard energetici, che sia inutile nella nostra fascia climatica, che le case passive siano tutte uguali o “brutte”. A questi timori si può rispondere facendo presente che la casa passiva non è una regola estetica bensì uno standard prestazionale da conseguire attraverso un’attenta progettazione, tecnologica e formale. Costi e risultati estetici sono quindi assolutamente variabili. Ci si deve accostare a questo tipo di costruzioni ben consapevoli però della filosofia che ci sta dietro, della volontà di avere un’abitazione autosufficiente, o quasi, a bassissimo impatto energetico. Non si deve quindi fare esclusivamente una valutazione basata sui costi, sulla velocità di realizzazione o su una resa estetica scollegata dalla funzionalità. L’aspetto e lo sviluppo di tali costruzioni, per tutte le motivazioni illustrate in precedenza, nasce da esigenze funzionali (esposizione, orientamento, ombreggiamento, etc.) e da esse non può prescindere.

(immagini da google images)

venerdì 4 dicembre 2015

Sostenibilità, casa passiva e legno: premessa

Lo spunto che ci ha portate a scrivere questa serie di post ci viene fornito dalle domande che spesso la gente ci pone a proposito delle case sostenibili, piuttosto che sugli edifici passivi e non da meno sulle costruzioni in legno; a monte di queste richieste si evince una generalizzata confusione di fondo. Prima di arrivare a raccontarvi le nostre esperienze lavorative sul campo, abbiamo deciso di partire da una nota a commento di questi termini, ormai sempre più ricorrenti e presenti sia nel nostro lessico quotidiano che in progettazione, in modo tale da chiarire, anche se in modo sintetico e non esaustivo, il loro significato.
Siamo da anni immersi in una quotidianità fatta di sprechi e ormai abituata ad essi. Come si può riconvertire l’atto di sprecare e di costruire male a cui si è giunti oggi, in una presa di consapevolezza che ponga come obiettivo primario la qualità del costruito, in termini energetici e di maggior comfort abitativo?


Immagine da: "La vita è un cantiere a cielo aperto", Roberto Malfatti
                                      


Costruire oggi un edificio, dovrebbe significare innanzitutto cultura e sensibilità nei confronti dell’ambiente che ci ospita, ascoltarne il Genius loci; conoscenza dei materiali e del loro ciclo di vita, materiali che influiranno sulla qualità degli ambienti interni in modo da ridurre, se non eliminare, l’inquinamento indoor, che viene troppo spesso sottovalutato. Accanto ad una necessaria progettazione sostenibile, che ci porta a un comfort abitativo, abbiamo l’obbligo morale, che presto diventerà anche normativo, di costruire edifici a ridotto consumo energetico (case passive). Le case passive però non necessariamente sono case ecosostenibili e viceversa. L’obiettivo finale resta comunque la costruzione di una casa confortevole, in cui stare bene, il cui il binomio ideale sarebbe quello di legare una casa a ridotto consumo energetico ad una costruzione eseguita con materiali che abbiano uno scarso impatto ambientale.
L’edificio in legno oggi è indiscutibilmente molto richiesto. Le motivazioni che portano a propendere per questo tipo di manufatto, sono molteplici, alcune trovano la sua ragione nella sensibilità culturale e/o ambientale, ma spesso sono dettate da altri fattori contingenti, il primo fra tutti è la velocità dell’opera che, se abbinata anche alla formula “chiavi in mano”, presenta dei tempi di consegna veramente sorprendenti; altro fattore il costo, in taluni casi infatti può essere leggermente inferiore rispetto alle costruzioni tradizionali a parità di prestazioni. Seguirà una rapida spiegazione delle principali tecnologie costruttive legate alla costruzione in legno. 

Vorremmo che le informazioni che seguiranno a questa premessa fossero di stimolo per un approfondimento a questi temi e non solo per chi avesse intenzione di approcciarsi a un intervento edilizio di ristrutturazione o nuova costruzione.

giovedì 1 ottobre 2015

Novità dal Cersaie 2015

Siamo andate per voi alla scoperta delle novità e delle tendenze esposte al salone internazionale della ceramica e dell'arredo bagno, ecco cosa abbiamo trovato.

Per quanto riguarda i rivestimenti ceramici c'è un forte ritorno al passato, riproposto in formati e geometrie, ma sempre con uno sguardo moderno soprattutto nei cromatismi, dalle tonalità neutre e terrose. Ecco quindi la piastrella esagonale che viene riproposta, sia a pavimento che a muro, in innumerevoli varianti. Grande ritorno anche per le "cementine", rievocate in gres porcellanato con stampe digitali  dall'effetto invecchiato.











Anche i pavimenti in legno diventano retrò riproponendo la posa a spina ungherese, molto diffusa nella tradizione del nord Europa, ora accostata anche al moderno e usata come motivo grafico in altri materiali.










L'effetto più ricercato è sicuramente quello materico, con superfici rigate, ondulate, giochi di chiaro/scuro, grafismi a bassorilievo e  a effetto tessuto.










L'effetto materico è riproposto anche a parete con pitture speciali che donano effetti rigati e al tatto simili a tessuti.






I colori sono per lo più naturali, grigi, beige, marroni, tortora, azzurro polvere. Con qualche nota ipercolorata e fluo.






La finitura è o superlucida, quasi a effetto bagnato, o iper mat, i formati grandissimi, veri e propri pannelli, o minuscoli, quasi a diventare bizzarre tessere di mosaico.



Ancora presente l'effetto trope-l'oeil con cui il gres riproduce, sempre più fedelmente, legno, pietra, marmo, resina e cemento.

Per quanto riguarda l'arredo bagno la rubinetteria diventa sempre più sottile e spettacolare, con giochi d'acqua e luce per vasche e docce ipertecnologiche.









Il colore invade anche i lavandini e i sanitari, in finitura opaca.





Gli specchi diventano protagonisti con formati importanti ed effetti di luce, il piatto doccia invece si fa minimal, a filo pavimento e dallo spessore ridottissimo, con superfici antiscivolo ma senza motivi a rilievo.







I lavabi e le vasche da bagno si declinano in infinite forme fluide in materiali compositi acrilici (commercializzati e noti con diversi nomi).



I termoarredi diventano opere d'arte, nelle forme e nei colori.





E per finire qualche immagine di stand particolarmente curati anche dal punto di vista architettonico.





C'è qualcosa che vorreste nella vostra casa?