venerdì 4 dicembre 2015

Sostenibilità, casa passiva e legno: casa sostenibile


La parola sostenibilità è sempre più associata all’architettura, spesso anche impropriamente e con finalità che possiamo definire “pubblicitarie”, quasi perché va di moda. Cercheremo quindi di fare un po’ di chiarezza.

                          

L'architettura sostenibile (detta anche green building, bioarchitettura o architettura bioecologica) progetta e costruisce edifici in grado di limitare gli impatti sull'ambiente. L'architettura sostenibile è un approccio culturale, che nasce negli anni settanta in Germania e che si è poi sviluppato includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile. In realtà l’uomo ha sempre costruito con i principi di quella che oggi viene denominata bioedilizia (si prendano ad esempio i testi dei grandi architetti del passato: Vitruvio, Palladio, Martini, ecc.); a seguito della rivoluzione industriale però, con l’accelerazione dei tempi di lavoro, sono andati via via perdendosi gli antichi principi costruttivi, con conseguente abbandono delle tecniche naturali e sane, che richiedevano tempi di lavoro superiori, per l’acquisizione di nuove tecniche tecnologicamente o chimicamente avanzate più veloci e remunerative ma spesso insalubri. L’uso di mattoni cotti industrialmente, velocemente ad altissime temperature assieme all’utilizzo di vernici sintetiche, rapide nell’asciugarsi ma meno traspiranti di quelle naturali, hanno decretato il successo degli imprenditori edili a discapito della salubrità degli ambienti in cui viviamo.

Uno degli obiettivi che l'architettura sostenibile si pone è quello di evitare la mancanza di fonti energetiche per le generazioni future. Un edificio infatti consuma energia in tutte le fasi del ciclo di vita, dal reperimento delle materie prime per la produzione dei materiali edilizi, fino al momento della sua dismissione. Quindi l’architettura sostenibile ricerca delle soluzioni costruttive che massimizzano il benessere dei fruitori attuali garantendo contemporaneamente alle generazioni future la stessa possibilità. In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico.
Ecco allora che vi è in fase di progettazione un ritorno verso la natura e le risorse che questa ci offre: considerando gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto; ovviamente tutto questo si tradurrà in termini economici nella riduzione dei costi e in un valore degli immobili più elevato.


                           


La sostenibilità passa da diversi ambiti e può assumere svariate accezioni: sostenibilità ecologica, sostenibilità ecologica, sostenibilità economica etc.
I fattori principali per una "progettazione sostenibile" che devono essere tenuti in considerazione sono:

· La scelta del sito, in relazione all'approccio bioclimatico: orientamento, soleggiamento e ombreggiamento, ventilazione naturale. Un concetto legato alla scelta del sito è quello relativo al consumo e allo sfruttamento del suolo; un doveroso ripensamento al dimensionamento del costruito e ove possibile preferire il concetto di riuso e/o di riutilizzo.

· Organizzazione funzionale degli spazi in relazione all’orientamento. Orientare un edificio in funzione della radiazione solare è importantissimo. La posizione delle stanze di un edificio permette di raggiungere l’ottimizzazione del risparmio energetico ed il benessere di chi vive e utilizza gli ambienti interni. Solitamente l’orientamento che si cerca di avere in ogni edificio è: - a Sud le zone prevalentemente dedicate alle attività del giorno (ingresso, soggiorno, pranzo, cucina); - Est è l’orientamento ottimo per il posizionamento della zona notte, in quanto i primi raggi solari migliorano la qualità batteriologica dell’aria della stanza (“rigenerandola”) e permettendo un risveglio ideale grazie ai colori arancio-oro che invadono la stanza; l’Ovest è ideale per la zona studio, grazie alle tonalità del sole pomeridiano e al tramonto; il Nord è ideale per gli spazi di servizio e gli ambienti che non richiedono molta luce (scale, ripostigli, dispense, corridoi, servizi igienici), posizionandoli in modo da creare uno scudo tra gli spazi caldi della zona giorno e la parete rivolta a settentrione (che generalmente risulta essere la più fredda).

· La scelta dei materiali da costruzione dovrebbe essere eco-sostenibile. Un materiale è sostenibile se nell’intero ciclo della sua vita, dalla culla alla tomba, la valutazione del suo impatto ambientale è ridotta ai minimi termini. In altre parole un materiale risulta tanto più sostenibile quanto minore è il dispendio di energia da un lato e la produzione di rifiuti dall’altro durante tutte le fasi della sua vita (estrazione materie prime di cui è costituito, cicli di lavorazione intermedi, imballaggio, trasporto e distribuzione, applicazione, uso e consumo, eventuale riciclaggio o riutilizzo, dismissione o smaltimento finale). Questa valutazione dei materiali risulta tanto più difficile quanto maggiori sono le fasi che accompagnano gli stessi materiali, occorre giungere ad una sorta di certificazione che permetta di riconoscere i materiali sostenibili da quelli che invece, attraverso la produzione, la distribuzione e lo smaltimento, recano un danno all’ambiente. Mantenere i cicli chiusi, cioè imparare dalla natura progettando il riciclaggio globale; conoscerne la provenienza, preferendo materiali estratti o prodotti nello stesso ambito ecoregionale. Utilizzare le energie e i ritmi del luogo in cui si costruisce, assecondando la natura e non contrastandola (Genius loci).

· Fondamentale la coibentazione dell'involucro edilizio per ottenere una riduzione del fabbisogno energetico per riscaldare e raffreddare i locali abitati.


· Efficienza degli impianti facendo ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (biomasse, geotermia, fotovoltaico, solare termico, micro eolico). Uno dei vantaggi che si può trarre dalle fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili è quello di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica (o biossido di carbonio), le quali sono molto dannose per l'uomo.

· Conservazione dell’acqua. Risparmiare e riciclare acqua è sempre una questione di primaria importanza. Per raggiungere questo obiettivo le case ecosostenibili utilizzano impianti in grado di raccogliere e ridistribuire l’acqua piovana per usi secondari.

· Qualità di ambienti interni e dell’aria. L’ambiente interno svolge un ruolo fondamentale soprattutto per la salute delle persone e per tutelare questa si creano ambienti sani evitando tutti i materiali pericolosi contenenti prodotti come COV o formaldeide che si trovano in vernici, moquette, pavimentazioni e altre finiture. Quando si parla di qualità di ambiente ed aria si fa riferimento anche ad una corretta ventilazione e illuminazione diurna. Inoltre non va dimenticata l’importanza ricoperta dagli infissi e dai serramenti all’interno delle case ecosostenibili. Finestre, porte blindate, serramenti, infissi, vetrate e devono essere in grado di mantenere la giusta temperatura degli ambienti.

· L’architettura sostenibile ha come obiettivo di risolvere l’edificio, non solo dal punto di vista energetico-funzionale, ma anche da quello estetico-formale. Oggi si vuole rendere il costruito "bello", proprio in aderenza al principio che la bellezza degli edifici contribuisce al benessere psichico delle persone.


(immagini da Google)



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